La vita, per lei, andava presa con ironia. E con i libri, quelli che, quando li leggi, leggi pure dentro di te.

Ecco perché continuava a ritagliarsi spazi e tempi per divorare pagine con i suoi grandi occhi verdi.

Tra una riga e l’altra, li socchiudeva, quegli occhioni, per ricordare, per sognare e, soprattutto, per rallentare. Ed evitare di leggere la parola “fine”.

“Storie di donne” personalizzate

4 pensieri su “Licia

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