Era la solita mattina d’autunno.
Sorseggiavo tranquillo il mio caffè guardando fuori dalla finestra di casa mia, proprio come tutte le mattine, quando il gatto con un balzo salì sul davanzale e urtò il mio braccio. Ecco che il contenuto della tazza venne rovesciato interamente sulla camicia appena indossata. Irritato, corsi in camera da letto per cambiarmi velocemente. Si era già fatto tardi.

È stato allora che lo vidi: il diario di mia moglie sul comodino, aperto. Che fare? Fingere a me stesso di non aver visto e procedere con la mia giornata o fermarmi a leggere, mettendo a tacere la curiosità?
Non era mai stato bravo, in questo.
Il diario di mia moglie, tutti i suoi pensieri, i suoi desideri, i suoi sfoghi, i suoi segreti erano lì, sotto il mio naso. Mi guardai intorno indugiando con la mano a mezz’aria e tornai con lo sguardo a lui, il mio nuovo oggetto del desiderio.

“Solo un’occhiata. Solo un’occhiata, giuro” dissi a me stesso senza troppa convinzione. Mi coprii la faccia con le mani, per poi separare le dita
subito dopo e aprire un varco nella morale che mi teneva a freno. Riuscii a captare una sola frase, tra quelle fitte righe scritte di blu, prima di chiudere repentinamente gli occhi, assalito dal senso di colpa: “Sono rinata”.

《Cosa stai facendo?》irruppe lei alle mie spalle, avvolta nell’accappatoio.

Feci uno sforzo enorme per di dissimulare il sobbalzo interiore di cui ero stato comprensibilmente preda.

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Questo è un racconto nato per gioco da un botta e risposta con Rossella Ross Grippo, nel suo bel gruppo Salottino Letterario

8 pensieri su “Il diario

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