Esco di casa per una serata insolita, dedicata a me e alla promozione dei miei libri.

Preparata, truccata, ricci perfetti, rossetto rosso, pantaloni aderenti. Cammino a testa alta, godendomi questi istanti di libertà. Cavolo, penso, ogni tanto posso essere ancora donna, e non solo mamma. E mi piace pure, puntualizzo a me stessa, sorridendo con un solo angolo della bocca.

Tu volevi fare la ‘femmena’, Enza, mi dico, e invece questo top, lo devi ammettere, è troppo scollato per l’umidità che sta calando. Poggio la giacca sulle spalle mentre avanzo tra i vicoli del centro storico ed è subito ritorno alla realtà. A me, la giacca messa così sa tanto di professoressa di disegno del liceo: mi fa sentire vecchia. Poi, però, mi viene in mente che ora è di moda, che certe influencer la portano così e allora non ho vergogna di superare due giovani che camminano davanti a me, perché tanto loro non sanno che ho solo freddo e che io non voglio essere influenzata, né dalle tipe coi miliardi di followers, né dai virus. Avanti con la serata! E mi faccio persino la degustazione di fiano, va!

Infine, mentre sorseggio il bianco, dalla trasparenza del calice vedo la copertina del mio ultimo libro – Nessuno mi aveva detto. Diario sulla maternità – e torno coi piedi per terra.

Ma questa notte è ancora nostra, cantava Venditti. Perché, dopo tutto, sono una mamma semplice: quando le mie gattine non ci sono, io ballo…

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2 pensieri su “Femmena

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