Sono stata educata alla reciprocità. Alla gentilezza, alla riconoscenza, alla gratitudine.

I miei genitori, con il loro esempio, mi hanno insegnato che se ricevi una gentilezza è buona norma, in qualche modo, ricambiare. Che se ti chiedono “Come stai?” sei libero di rispondere con sincerità o con una frase di circostanza che tagli a corto, l’importante è che poi lo chiedi a tua volta e ascolti la risposta. Che a certe bassezze bisognerebbe essere superiori. Che è bello se puoi fare un favore a qualcuno, e indipendentemente da ciò che potresti avere in cambio.

Detto questo, però, ho un pensiero per la testa, oggi, e voglio esprimerlo in dialetto, perché in italiano non rende: “Certa gente non sape proprio campà“!

13 pensieri su “Certa gente…

  1. “se ricevi una gentilezza è buona norma, in qualche modo, ricambiare.” Se capita, di sicuro. Ma in genere la cosa che più conta è sempre dire un “grazie” sentito. Perché se è bello ricevere una cortesia o qualcosa di cui abbiamo bisogno, è impagabile la sensazione che già si prova nell’aver dato, regalato, risolto un problema per qualcuno. Per cui, la cosa più gradita e giusta, in cambio di un favore ricevuto, è semplicemente un “grazie.” Meglio ancora se condito da un sorriso. 🙂

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    1. Sicuramente il grazie è la risposta principale, talmente scontata per me che sono andata oltre! Naturalmente, non è per tutti così.
      Personalmente, se ricevo un favore o una gentilezza non riesco a non pensare di poter/dover ricambiare al momento giusto.

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