“Ce la fai a rimanere così, a testa in giù, per l’asciugatura?” mi chiede il parrucchiere, mentre termina di distribuire sui capelli un prodotto per la piega.

Finalmente a Natale un regalo utile: un po’ di tempo per me, con una seduta (il più breve possibile) tra forbici e phon.

“Certo, gli rispondo”. Anch’io, di solito, finché resisto, li asciugo a testa in giù. Però che noia, penso. Tra l’altro me li asciugherà al naturale e la maggior parte dei parrucchieri non sa asciugare i miei capelli al naturale. Punto primo perché letteralmente non li asciuga. Puntualmente, depone le armi – sì, perché asciugare i ricci è una vera e propria battaglia – quando io ancora sento le radici bagnate. E in secondo luogo, se non li asciugo io, che li conosco, l’effetto finale è pressoché deplorevole.
Beh, mi dico subito dopo, lasciamo pure fare: è un bel banco di prova. Il problema principale è che ho l’ansia di dover tornare a casa per allattare e l’asciugatura al naturale è la più lunga che esista. Correrò il rischio. Non posso di certo andarmene coi capelli bagnati.

Uh, guarda che cosa strana: da questa prospettiva vedo soltanto le scarpe delle persone.

Le ugg della ragazza che armeggia con il diffusore hanno l’aspetto vissuto. Non sono nuovissime, ma neppure  in cattive condizioni. Hanno un solco sul dorso del piede, quello che compare sulle scarpe a furia di camminarci. Sono le scarpe di chi sta sempre in piedi, ragiono. Anche per questo devono essere comode.

Sposto lo sguardo sui miei stivali neri. Le punte dei piedi sono rivolte verso l’interno, sotto le ginocchia congiunte. Ops: noto una macchia marroncina. Forse mi sono sporcata stamattina, a passeggio con le bambine, con del fango. Cosa penserebbe un osservatore? Che prediligo la praticità e forse che, data la macchia, sono un po’ trasandata. Non avrebbe tutti i torti. Mio padre puliva le sue scarpe spessissimo, con spazzola e cromatina, e io invece le riduco così e neppure ci faccio caso.

Il parrucchiere sostituisce la ragazza. Le sue scarpe hanno l’aria di aver combattuto parecchio. Sono scarpe con gli strappi: le più facili da infilare. Hanno un po’ di rialzo: troppo basse fanno male alla schiena. Si abbinano al suo stile total black.

“Ciao Maria” sento dire. Vedo un paio di décolleté nere, classico intramontabile. Mi viene da sbirciare attraverso i ricci: è una signora di mezza età molto curata.
Come diavolo fanno a essere impeccabili anche quando hanno bisogno di uno shampoo?

“Tira su la testa in un solo colpo” l’uomo interrompe il mio flusso di pensieri. Con le mani, restituisce un garbo ai ricci più ribelli.

Bravo Nicola. Il risultato è niente male.

4 pensieri su “Tra forbici e phon

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...