Stavo sognando Matilda ed era la prima volta che accadeva. Ma poi, ecco Rosanna che mi sveglia con innocua e inconsapevole prepotenza e quasi la scaccia via.

Matilda era lì, stesa nella culletta trasparente accanto al mio letto. Sole io e lei, maledetto Covid. Ricordo quando, invece, mi hanno portato per la prima volta Rosanna: la stanza piena di gente in attesa. Era durante l’orario di visita pomeridiano. Io ero salita da poco in stanza, naturalmente sfinita dal parto e affamata. Ricordo che desiderai di essere da sola per godermi quel momento e soprattutto per la brama di avere l’esclusiva su quella minuscola vita che solo poche ore prima era ancora nel mio ventre. Io avevo più diritto di tutti, pensavo, e invece, che sfortuna, dovevo per forza condividerla.
E ora, al contrario, eccoci qui – nel mio sogno – io e Matilda. Un po’ stavo provando tristezza. Neanche una lacrimuccia di commozione, neanche un palloncino, neppure una foto o un viso chino sulla culletta con il sorriso stampato. Matilda era lì, con i suoi capelli scuri e mi guardava con i suoi occhi vispi. Già, gli occhi vispi, ancora una volta proprio come sua sorella.

Dicono che hai nove mesi per fare spazio nella tua mente a una nuova vita. Che la gravidanza fisiologica è anche un po’ una gravidanza psicologica e che un bambino può nascere nel mondo degli eventi fisici ma è solo quando nasce nella testa della madre che diventa reale per lei, e che in lei nasce una madre.
Ma una madre nasce di nuovo quando nasce un altro figlio, o è già la stessa madre che sarà? Una madre smetterà prima o poi di paragonare tutto alla prima gravidanza, al primo parto, al primo figlio, alla prima esperienza da madre? Una madre avrà sufficiente spazio, dentro di sé, per lasciar uscire e subito dopo accettare, accogliere e far fiorire anche una nuova vita?

Intanto, un passo è stato fatto. Ti ho sognato, Matilda, e non eri solo nella mia pancia: eri reale, fuori di me, finalmente anche fuori dalla mia immaginazione – e non eri Rosanna.

17 pensieri su “Il secondo figlio

  1. Il mio bimbo e nato un anno fa in pieno covid ad aprile.
    Sola ,senza nessun parente in ospedale a fargli festa, nemmeno mia sorella gemella che ne ha sofferto molto….l avevo aspettato dopo anni di aborti e sofferenza e volevo fosse una grande festa x tutti noi…e stata dura ma col tempo abbiamo recuperato.abbiamo fatto una festa al battesimo l estate scorsa e quelli che non l avevano festeggiato alla nascita hanno recuperato..lo so non è la stessa cosa ma è stato bello…
    Matilda verrà festeggiata col tempo e ti auguro che sia tutto bellissimo come meriti…
    😘

    Piace a 1 persona

    1. Ciao e grazie mille per la tua testimonianza 😚 sono sicura che la gioia verrà soltanto espressa in modi e tempi diversi… intanto in quei momenti sogno di godermela al cento per cento ♥️♥️♥️
      Auguri per il tuo bimbo! 😘😘😘

      Piace a 1 persona

  2. Anch’io ho partorito in pieno covid, ma ti dirò, a parte i miei familiari più intimi non avrei voluto nessuno intorno in quel momento, ero troppo sfinita… E comunque la mia bimba, nata prematura, è stata portata via subito, me l’hanno fatta vedere solo un breve istante, poi ho dovuto aspettare all’indomani per rivederla, e qualche giorno per poterla finalmente abbracciare! E’ stata dura. Oggi, a distanza di mesi, sto ancora cercando di capire, di elaborare… Ma la gioia è più grande di tutto!

    Piace a 1 persona

    1. Posso solo immaginare cosa significhi quando non puoi avere subito accanto a te quella vita che hai avuto dentro di te per mesi!
      L’importante è che sia passato ♥️
      Concordo che si tratta di momenti di profonda intimità da condividere con le persone più strette ♥️

      Piace a 1 persona

      1. Sì, è passato.
        Bisogna fare di necessità virtù, spero anche tu possa trarre un minimo conforto e non solo sconforto dall’intimità obbligatoria che ci porta questo frangente eccezionale! 🙂

        Comunque avevo già smesso da tempo di andare a trovare le neo-mamme in ospedale, e adesso che ci sono passata in prima persona, a maggior ragione mi asterrò dal farlo in futuro. Certo poi presentarsi in casa per certi aspetti è anche peggio, perché quando si ha un bimbo piccolo si è stanche, in disordine e la casa probabilmente sottosopra, e non si ha voglia di ricevere visite, ma credo sia comunque meglio che turbare l’ intimità dei primi momenti di una mamma faccia a faccia col suo bambino.

        "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...