Mi sento strana ma sono felice. Mi sembra di stare in vacanza.

Rosanna durante la serata alterna momenti di gioia a momenti di capriccio inconsolabile. All’una e un quarto ancora parla ad alta voce, ci chiama, canta. Ci preoccupiamo per gli altri inquilini, ma che possiamo fare? Poi siamo preda di un attacco di risarella, immaginando una scena comica (che ci unisce). Più cerchiamo di trattenerci, più ci scappa da ridere. Matilda si muove tutta, tipo tarantolata. La sento dal basso ventre fino allo sterno, e avanti così per tutta la notte.

Alle 6.45 mi sveglio perché dalle imposte – che ho regolato male – entrano tutta la luce e il sole del mezzogiorno. Sento il bip della fine del programma della lavatrice e penso, quasi quasi vado a stenderla, così non si sgualciscono i jeans. Esco sul balcone – capelli arruffati, faccia stanca e dormiente – e arrivano gli addetti alle pulizie del portone. Sembra un furgoncino delle feste: parlano a voce alta, salutano e ridono. Quanta energia per essere le 7 del mattino. Da sotto mi urlano “Signora può aprire il portone, così evito di  citofonare?”. Alle 7? E chi ti avrebbe aperto? (sottinteso: non io).

Nel frattempo il ragazzino del piano di sotto è già attivo e vigile. Lo sento parlare, lo vedo affacciarsi mentre stendo un numero indefinito di mutande, ma il padre lo tira dentro. Irrefrenabile, esce di nuovo e sente che sono sul balcone, mi chiama, comincia a fare le sue domande. Il pigiama? Il balcone? la bambina? il caffè? tuo marito? Dormono, gli dico a voce bassa. Mi chiede quando va al lavoro e se domani che è sabato lavorerà. Sì, gli rispondo. No, si arrabbia. Gli devi dire di no, mi intima in modo minaccioso. Gli chiedo, ma tu il sabato non vai a fare la spesa? E lui non vuole sentire ragioni, glielo devi dire che il sabato non si lavora, mi punta il dito con aria imbronciata. Va bene, lo assecondo sorridendo.
Rientro e faccio partire un’altra lavatrice. Mi rimetto a letto, almeno sto distesa.
Qualcuno urla.

Mi sento strana ma sono felice. Mi sembra di stare in vacanza.

6 pensieri su “Cronache della prima notte in una nuova casa

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