Racconto ispirato a una storia vera

Eravamo quattro amici al bar / che volevano cambiare il mondo…

Ah, no, eravamo in cinque, e scoppia in una risata fragorosa, di quelle che socchiudono gli occhi e fanno bella mostra di tutti tutti i denti. Raffaella è davvero eccitata per questo improvviso balzo nel passato, in un periodo che ricorda tra i più belli della sua vita. L’unico pensiero era studiare, l’unica preoccupazione portare a casa bei voti e la responsabilità piu grande laurearsi in fretta per non pagare tasse universitarie in eccesso. Ma come si può non provare nostalgia per quelle corse in auto a primavera, quando si marinavano i corsi per andare a piedi nudi sulla sabbia tiepida? Ecco, ora si abbandona a un sorriso amaro e chiude gli occhi nella luce mattutina del caffè in centro.

Ricordate il primo giorno? Io che vengo morsa da un insetto uscendo di casa et voilà, la lezione di storia contemporanea si trasforma in una corsa in pronto soccorso! prende il turno Patty, che dopo venti anni è rimasta praticamente la stessa. Quella dai capelli lucenti e le fossette sulle guance, quella che organizza le uscite e gli incontri, quella che sa sempre come cavarsela.

Io non dimenticherò mai quando ho visto Raffaella per la prima volta. Aveva un tacco rotto e camminava zoppicando lungo i corridoi! ed è difficile trattenere una risata collettiva. Giovanni ora nasconde il sorriso, ma non gli occhi ridenti, dietro una tazza fumante. Che sex appeal, continua, senza cambiare mai espressione del viso.

Raffaella gli lancia un’occhiata di traverso, si copre la bocca con la mano sinistra, trovando difficile non continuare a ridere, mentre con l’altra mano si lancia in uno schiaffetto amichevole all’avambraccio in ecopelle di Giovanni. Ragazze, ma avete dimenticato quando ci prestavate il tesserino della mensa? Erano pranzo e cena gratis, dice Riccardo addentando un croissant, e lo zucchero a velo gli copre i baffetti. Che teste calde! Bei tempi, bei tempi, conclude il filosofo del gruppo.

Scusate, il primato di aneddoti indimenticabili resta il mio – interviene infine Tilde, storcendo le labbra in un sorriso birichino. Ecco a voi la campionessa di gaffes, dice la donna sbarazzina, allargando le braccia per poi indicarsi con entrambi i pollici.

Una foto da scattare e custodire gelosamente, questo incontro tra vecchi compagni universitari, riuniti intorno a un tavolo rotondo. Sembrano dei ragazzini alla scoperta della vita. Li guardo incuriosita dal mio angolo nascosto, mentre sorseggio caffè in attesa di un’ispirazione. Niente di meglio, penso, e comincio a battere discretamente sui tasti del portatile.

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18 pensieri su “Tuffi

  1. Molto bello Enza, brava grazie! ❤
    Mentre leggevo i ricordi di questi ragazzi, me ne è venuto in mente uno, della mia breve vita universitaria: mi trovo nel cortile della facoltà, in pausa tra un corso ed un altro; tutte le panchine sono occupate, così ne approfitto e chiedo ad una ragazza se posso sedermi lì; ad una sua risposta positiva mi siedo e tiro fuori il libro, ma riesco a studiare poco; la ragazza ha dei problemi agli occhi, così la riaccompagno all'ingresso della metropolitana, da dove poi è tornata a casa… ❤

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