Roberto si preparava per una serata diversa dalle solite. Con il lavoro a ritmi serrati, prima, e l’arrivo di un figlio, dopo, la sua vita era gradualmente cambiata, e di tempo per le passioni ce n’era davvero poco. Tuttavia, ogni tanto riusciva a organizzarsi con il resto della band per una suonata in compagnia, come i vecchi tempi. Forse, rifletteva, il gruppo dei Blue River era una delle poche costanti della sua vita.

Mentre si aggiustava i capelli allo specchio, sorrideva sollevando un solo angolo della bocca. Tutto sommato, era soddisfatto di come era andato il giorno del suo compleanno. Quarant’anni, un compleanno importante. Era stato risparmiato dai capricci quotidiani di suo figlio, era stato coccolato dalla moglie con un pranzo delizioso e poi aveva spento una candelina simbolica accesa sul suo dolce preferito, la zuppa inglese.

Per concludere in grande la giornata, avrebbe tirato fuori la chitarra, pronto a battere vigorosamente sulle corde tese Avrebbe trasformato le emozioni che gli scorrevano nelle vene in canto e note.

Raggiunto il locale, aveva percepito che stava per accadere ancora qualcosa di bello. Salite le scale per il soppalco, si era trovato davanti tante belle persone pronte ad urlargli Sorpresa! Gli amici di una vita e la famiglia erano riuniti, vestiti di sorrisi e calici pieni per brindare al suo compleanno. Fu in quel momento che il cuore gli sussultò, ma seppe mascherare bene ciò che provava – come faceva sempre – con l’umorismo prontamente venutogli in soccorso.

Soltanto dietro il microfono sapeva lasciarsi andare. Si schiariva la voce e introduceva una nuova canzone. Quella sera, sicuro che il riflesso degli occhiali avrebbe nascosto gli occhi lucidi, ringraziò tutti nella trasparenza più assoluta e senza aver paura di mostrarsi per ciò che era: un uomo d’amore. Pronunciò qualche parola, solo quelle indispensabili, che non riusciva più a trattenere in fondo alla gola: «Emozionatevi, perché una vita senza emozioni non è vita».

Infine, un timido sguardo rivolto al cielo, ad accarezzare il sottofondo della sua nostalgia, che si nutriva di un vuoto cronico: un bacio al suo amato papà.

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9 pensieri su “Un bacio e tanti auguri

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