Caro te che leggi,

per te ancora uno scambio con la mia amica di penna. So che a volte è difficile seguirmi, ma se non ricordi di cosa stavamo conversando, vai alla pagina precedente. Ti rinfrescherai la memoria.

No, non penso affatto che siano tutti idioti. Lo so che ci sono persone che mi pensano ‘normale’, solo con delle particolari caratteristiche personali. Ripeto, a volte preferirei di gran lunga essere anche idiota, disabile nel cervello, così non mi renderei conto di alcune assurdità.

Argomento “energia”. Io sono debole, non forte come tu dici. Se fossi forte, non mi limiterei a sopravvivere; piuttosto mi affermerei, al di là dei miei problemi. Come fanno molti. Purtroppo, però, in verità la maggior parte dei disabili si lamenta e soccombe, e questo un po’ mi fa incazzare. Io non mi lamento, ma un po’ soccombo.

Certo che mi manca un compagno o una compagna – non so. Qualcuno che mi apprezzi, anche fisicamente. Obiettivamente bisognerebbe, tuttavia, avere appunto più energia, perché non è certo scontato che le mie caratteristiche attirino. In altre parole, dovrei mettermi io alla ricerca. E la cosa costa fatica, e sono già stanca. Mi manca il sesso, certo. Ho pensato anche di comprarlo, ma la cosa mi svilisce al solo pensiero. E quindi faccio da sola. Non lo avessi mai provato, potrei dire che non mi piace. E invece anche con Jawan è stato bello. Ho ancora il cuore a pezzi, anche se me lo aspettavo. Lei, per esempio, al mio sguardo era diventata attraente quando, dopo l’intervento all’occhio sinistro per il tumore, era diventata strabica. Per me, con due occhi che guardavano a caso, era bellissima. Chissà cosa ne sarà della figlia. Ecco, forse più che avere un compagno mi piacerebbe avere un figlio. Ma come potrei crescerlo? Ci riuscirei? Credo di no. E allora, meglio che faccio da sola.

Ti ho scritto adesso perché sono rimasta sola a casa. Mamma ha portato con sé la nonna a prendere il pane e non sono ancora tornate. Oggi era catatonica. Un peso morto. Muove solo le palpebre, le chiude e le apre molto lentamente. Gli occhi sono rivolti verso l’infinito. La bocca è completamente aperta, con le labbra secche, nonostante da un angolo continui a uscire la saliva che mamma regolarmente asciuga.

Ho sentito rumori, sono arrivate. Ciao.

Cara Laura,

l’idea che tu mi scriva di te mi piace molto. Te l’ho detto, ho sentito queste email cariche di emozioni. Che siano belle o brutte, sono zeppe di energia, di vita. Sai comunicare tanto. Lasciati andare.

Al di là di quelle che consideri la tua forza e la tua debolezza, io sento in te l’energia. Non so spiegarti cosa intendo per energia. Forse una carica, una spinta. Perché credi di non esserti affermata?

Per quanto riguarda la presenza di un compagno, io non credo che tu debba metterti alla ricerca di qualcuno. Sarò del tutto disancorata dalla realtà, ma su questo sono abbastanza fatalista. Quando deve arrivare, l’amore, arriva e non serve girare in lungo e in largo, non serve affannarsi a cercare, disperarsi quando non lo si trova. Piuttosto, io penso che che dovresti lavorare su un aspetto, per facilitare un incontro: l’apertura al prossimo. Non fraintendermi, non intendo giudicarti come una persona chiusa in generale. Chiusa chiusa verso la buona fede dell’essere umano, non puoi negarlo, un po’ lo sei. E forse è proprio questa chiusura che ti fa sentire più sola. 

Circa il desiderio di un figlio, non credo che non riusciresti a crescere un bambino. Forse avresti bisogno di un aiuto, per faccende concrete; ma non penso che dovresti partire sconfitta. In fondo, un bambino si cresce non solo con il corpo e nel corpo, ma soprattutto con l’amore, con l’esempio, con l’educazione.

Scrivimi pure quando vuoi. Ti abbraccio.

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14 pensieri su “Diario di una ragazza che grufola – Desideri

  1. Che meraviglia, Enza, riesci sempre a rappresentare non solo il tuo, ma anche il vissuto degli altri.
    Sei bravissima, adoro leggerti.
    Posso esprimere un parere del tutto personale?
    La forza è anche fragilità. Chi chiede aiuto, ad esempio, non è fragile, è forte perché riconosce di avere un bisogno e non tutti ne sono capaci, molti si vergognano di mettere a nudo le loro fragilità, ma sono una parte davvero autentica di noi stessi.
    Lo rappresenta molto bene Elisa Toffoli, la nota e amatissima cantante, che adoro per il suo modo di fare, sensibile, dolce e sempre delicato. Mi riferisco, in modo particolare, ad una sua canzone. Forte sì, ma anche fragile. Non so se sia questo il titolo, ma di sicuro queste parole mi hanno toccato il cuore.
    Un bacio
    Valeria

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      1. Enza, è sempre un piacere leggerti e commentare i tuoi articoli, vedo che ci troviamo sempre in armonia e questo è molto bello.
        Io non ho paura di chiedere e di offrire aiuto, credo non esista nulla di più bello ed autentico della condivisione.
        Ti abbraccio

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      2. Hai ragione Enza, pensa quanto sarebbe triste, vuota e senza senso la nostra vita se non avessimo interazioni, specialmente in un periodo come questo, senza precedenti.

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  2. Perdonatemi, non ho capito se è la mia di risposta che desiderate. Io ho avuto un percorso di vita piuttosto burrascoso, mi sono misurata con molti problemi, grazie a Dio sono riuscita in qualche modo a superarli tutti. Ho aiutato tantissimi amici ed amiche in difficoltà, per sentirmi poi rispondere in modo brutale da un paio di loro, in modo particolare da uno, che sono un caso umano e che lui, che si era rivolto a me perché era stato brutalmente lasciato, cercava ben altro tipo di conforto, ma io sono sposata, insomma in conclusione, mi ha detto che non poteva occuparsi più di me e dei miei problemi.
    Vabbè, che volete che vi dica, povera anima.
    Mi ha fatto soffrire terribilmente perché io ho a cuore i problemi degli altri e la sofferenza altrui la sento e la percepisco come mia sulla mia pelle.
    Cerco di sorridere nelle difficoltà e di ridere anche.
    I problemi fanno parte della vita di ognuno di noi, come la solitudine.
    In questo momento particolare della mia vita, mi sento molto sola, pur essendo sposata, felicemente sposata, il nostro matrimonio non è perfetto, non potrebbe mai esserlo del resto, ma funziona.
    Non potrò mai più generare figli e questo è avvenuto in una maniera molto traumatica, mi sto misurando adesso con questa realtà dolorosa, per forza di cose, non ho potuto nemmeno fare la convalescenza in pace.
    Ringrazio Dio per la mia vita perché sono una persona miracolata, ho imparato a vedere il bello in ogni cosa, anche dove il bello non c’è.
    Valeria

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    1. Grazie Valeria per la tua testimonianza, per il tuo contributo. È bello che tu sia così trasparente, così sincera. E mi dispiace per i tuoi problemi e non da ultimo per la tua impossibilità di avere figli, che da come ho capito è un dolore che ti perseguita.
      Gli altri sanno essere davvero molto bravi a ferire. Ma come dici tu, bisogna saperci sorridere su. Nella vita si incontrano persone di tutti i tipi e spesso ci serve per capire il tipo di persona che non vogliamo essere e che non vogliamo neppure avere intorno.
      Un forte abbraccio ♥️

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      1. Grazie infinite, Enza, per queste tue parole così cariche di affetto e di comprensione.
        Hai ragione, sono trasparente, come un libro aperto, sono contenta di essere così e non vorrei cambiare questo mio aspetto e modo di essere per nulla al mondo.
        Sto cercando, faticosamente, di pacificarmi con quanto è successo, ma come immagini benissimo, non è per niente facile, ma io sono tosta e non mi arrendo!
        Un abbraccio cara

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