Racconto la mia sorpresa estasiata di fronte all’energia del pianeta e alla bellezza della natura: le pale eoliche sono la testimonianza che l’uomo può utilizzare le risorse di madre Terra senza necessariamente deturparla.

Le nuove signore delle distese paglierine abbracciano il vento e vi si lasciano travolgere. Affusolate, toccano il cielo con un dito. Salutano passanti distratti roteando le lunghe braccia e, in silenzio, li ipnotizzano.

Sbucano dalla punta di una dolce collina tondeggiante o sovrastano imponenti altipiani aridi; spesso in compagnia, formano lunghe file di aghi volteggianti, come in un domino provocato dal vento. I loro corpi sono vibranti di energia.

I miei occhi di bambina ne ammirano la leggiadra maestosità. Passando accanto a loro, intimorita e incuriosita, osservo le signore con stupore ed entusiasmo. Mi immedesimo in quei corpi dalle braccia spalancate e dai volti imperturbabili, fissi nel vento.

E allora vedo distese assolate che si perdono all’orizzonte, dolci colline macchiate di giallo e di verde; solchi acquosi di piccoli torrenti e oasi dove si abbeverano greggi compatte; voli di falchetti con grandi ali spiegate che si lasciano cullare nel vuoto. 

Le signore ammiccano, chinandosi impercettibilmente, agli occhi di bambina.

11 pensieri su “Le signore del vento

  1. Buongiorno!
    E pensare che c’è chi dice che deturpano il paesaggio… Ok, non dico di metterle dappertutto, ma ci sono molti punti in cui arricchirebbero sia esteticamente, sia energeticamente. 🙂

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      1. Sì, sì: infatti! Però in tanti posti non hanno potuto installarle per la questione paesaggistica. Siamo un paese bizzarro e pieno di contraddizioni. 😦

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