Breve racconto nato osservando l’immagine in copertina (foto di Alessandro Iermano)

All’alba di un nuovo giorno, il sole spunta timido, imponendo pian piano la sua maestosa luce e un adorabile calore invernale.

La città dorme ancora; la frenesia travolgente è ancora lontana. Eppure, si sente un’insolita, tranquilla vitalità. Sarà l’aria frizzantina che proviene dal mare. 

Cesare sta facendo jogging sul lungomare. Si ferma un momento ad ammirare quella meraviglia. Continua a saltellare sul posto, respira ed espira, sincronizzando il movimento delle braccia; allunga una gamba, poggiando il tallone sul muretto, per stiracchiare i muscoli ormai svegli.

Il suo sguardo si perde nelle onde lente: sembra malinconico. A ritmo di musica, il cuore batte con la stessa velocità con cui una domanda lo assilla: Come posso lasciare questa città?

Il mare gli regala la risposta. Cesare si volta di spalle alla distesa luccicante, chiude gli occhi un istante per sentire meglio il tepore del primo sole: non ha più dubbi. 

Un messaggio al suo amore: «Non ti lascerò mai».

27 pensieri su “Aurora

    1. Il mare per me è la pace dei sensi. È da tanto che anche io non vedo l’alba al mare. Ricordo che, al pensiero di un tale spettacolo, il sonno spariva e restava soltanto uno stato di calma, di pienezza, di sintonia con l’universo.
      Grazie sempre a te, Federico!

      Piace a 1 persona

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