La piccola Giulia adorava passeggiare per il bosco.

Andava in cerca di fiorellini colorati e profumati da portare in dono alla sua mamma.

Un giorno, presa dagli odori e dai suoni di quel mondo che le sembrava magico e incantato, si ritrovò circondata da tanti alberi fitti, senza capire dove fosse finita. Cominciò a guardarsi intorno, cercando un punto di riferimento… e si accorse di essersi persa.

«E ora dove vado?» pensò a voce alta.

Uno scoiattolino le passò accanto, sfiorandole una gamba; si fermò, la guardò e corse via veloce.

«Questo scoiattolino potrebbe aiutarmi! – esultò, credendo di aver trovato la soluzione al suo problema. – Proverò a seguirlo» si disse ed incominciò a correre, cercando di non perdere le tracce di quel piccolo animaletto.

Dopo aver corso per un po’, giunse in un punto dove gli alberi si diradavano e cresceva rigogliosa una profumatissima erbetta verde. Scostò il cespuglio che le era finito proprio sul viso e vide un prato immenso, assolato e pieno di fiori.

«Ma questo è un paradiso! Come ho fatto a non scoprirlo prima?» e riprese a correre, spalancando le braccia ed alzando la testa verso i raggi del sole. All’improvviso, sentì una voce:

«Ihhhhh! Ihhhhh! Ciao Giulia!» La piccola si voltò, sorpresa ed anche un po’ spaventata. Chi, nel bosco, conosceva il suo nome? Le sembrava di non aver mai sentito quella voce! Tuttavia, quando si voltò, i suoi occhi si illuminarono, estasiati alla vista di un meraviglioso cavallo bianco, dalla fulgida criniera e dagli occhi neri e splendenti. Così, rispose al saluto.

«Ciao!»

«Ti sei persa?» le chiese il cavallo.

«Sì, ma sono felice di aver trovato questo splendido prato! E tu, come mai sei qui?» domandò la bambina.

«Sono qui perché ho un desiderio, mia piccola Giulia: farti assaporare la libertà» rispose il cavallo.

Giulia sorrise, incuriosita. Poi continuò: «In che modo vorresti farmi assaporare la libertà?»

«E’ molto facile! Basta che sali sul mio dorso e ti aggrappi forte forte a me.»

La piccola non se lo fece ripetere due volte. Subito salì in groppa a quel meraviglioso cavallo bianco ed ebbe l’istinto di accarezzare la morbida criniera bianca e di stringere il collo muscoloso con le sue piccole braccia. Poi, si strinse a lui più forte che poteva: «Sono pronta!» esclamò.

Il cavallo le diede una breve occhiata ridente e cominciò a galoppare, con un ritmo che sembrava il battito del cuore. Giulia chiuse gli occhi e sentì il vento tiepido che le accarezzava il viso. Respirò profondamente e gli odori intensi del bosco la assalirono. Il cavallo continuò a correre in quell’immenso prato verde senza mai fermarsi e Giulia provò davvero il brivido della libertà, del vento in faccia, del cuore che sussultava per la gioia e l’emozione.

«Yuhuuuuuuuu!!!! Evvivaaaaaaaaa!!!!!» urlò ininterrottamente, felice come non mai.

All’imbrunire, salutò l’amico cavallo e tornò a casa, dopo aver magicamente ritrovato la via.

La sera, nel suo caldo lettino, la bambina ripensò a quel pomeriggio fatato e si addormentò con un sorriso sulle labbra, facendo sogni di libertà per tutta la notte.

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