[Cresci, allunga le tue braccia verso la libertà del cielo]

Questo odore persistente di aglio che soffrigge nell’olio d’oliva mi sa di casa. Il suono del cucchiaio di legno che batte sul bordo della pentola per scrollarsi di dosso l’eccesso di condimento mi sa di festa. In sottofondo, una canzone anni Sessanta si diffonde nell’aria, mentre una donna la canticchia con fare civettuolo. La immagino, china sul piano cottura, avvolta in un ampio grembiule a quadretti. E tutto questo mi sa di Italia.

Sono persa nel sole che acceca, nel cinguettare festoso degli uccelli primaverili, nel venticello che scuote i panni stesi ad asciugare, ed inspiro profondamente, consapevole che presto le recinzioni saranno abbattute.

Saremo come cavalli a briglie sciolte. Come bambini che corrono su un prato. Come cani sguinzagliati sul bagnasciuga.

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